QUANDO IL VINTAGE ERA MODERNO rubrica settimanale LA MACCHINA FOTOGRAFICA

Nella mia lista di oggetti vintage non poteva certo mancare la macchina fotografica, una delle mie passioni. Sono una nikonista, perchè, per chi non lo sa, gli amanti della fotografia si dividono in due grandi gruppi: nikonisti e canonisti. Questo l’ho scoperto frequentando una scuola di fotografia, prima non lo sapevo. Io ho iniziato per caso ad utilizzare una marca piuttosto che un’altra e, trovandomi bene e conoscendo sempre meglio il mezzo, ho continuato per quella strada.

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Non ricordo la marca della prima macchina fotografica che ho visto in casa mia, però ricordo bene che era stata presa con i punti di un detersivo. Già, allora era piuttosto comune accumulare punti di ogni sorta di prodotto per poi ricevere un regalo. In casa mia non c’era nessuno veramente appassionato allo scatto, quindi non ci sono mai state macchine di un certo livello. Quelle belle reflex che ancora si trovano nei mercatini dell’usato e che hanno quel bel rumore al click… no, purtroppo non le ho mai avute.

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pinterest

Però ho tante foto ricordo di quando ero piccola, alcune senza piedi, altre con metà teste, altre ancora con l’orizzonte così storto che pensi stia per cadere… insomma un bel campionario di immagini che al mio maestro fotografo farebbero venire i brividi! Però sono dei bellissimi ricordi, un po’ sbiaditi nei colori o addirittura rossastre. Ce ne sono molte quadrate, un formato che adesso non si usa più ma che trenta o quarant’anni fa era molto comune. Comunque, per essere una macchina fotografica presa a punti, ha avuto una lunga vita ed ha fatto con noi tanti viaggi.  Ma il flash usa e getta te lo ricordi? A pensarci oggi sembra trascorso un secolo!

C’è un aneddoto raccontato dal mio maestro, che ha iniziato da ragazzino a lavorare in un vero laboratorio dove ancora si stampava utilizzando acidi, che mi ha sempre fatto morire dal ridere.

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Un fotografo di paese, agli inizi del ‘900, fu incaricato di fare le famose foto ricordo durante una cerimonia, occasione in cui i familiari si mettevano l’abito della festa e posavano incuriositi e orgogliosi. Fece sistemare tutte le persone in modo da farle entrare bene nell’immagine nella classica posa delle donne con i bambini piccoli in braccio, il capofamiglia al centro e via dicendo, poi sistemò l’attrezzatura. E si trovò a fare i conti con il flash. Sì perché all’epoca era formato da una specie di torcia a campana in cui si inseriva la polvere di magnesio che, grazie alla combustione, emetteva un lampo luminoso in sincronia con l’apertura dell’otturatore. Ma la quantità di polvere andava calcolata e il povero fotografo, forse alle prime armi, pensò che, avendo così tanta gente da far entrare nell’immagine, dovesse aumentare di parecchio la dose di polvere, per avere la certezza che tutti i volti fossero ben illuminati. Il poveretto però dovette fare i conti con una discreta esplosione che non annerì soltanto lui ma gran parte dei presenti che, già abbastanza scettici davanti ad un marchingegno piuttosto sconosciuto, decisero di lasciar perdere e non si fecero più immortalare. Il capofamiglia poi, che per poco non si bruciava i baffi, si arrabbiò così tanto che gli intimò di lasciare la cerimonia seduta stante.

su libri

a brief history of photographi

Me la immagino una scena da vecchie comiche mute, con quelle musichette accelerate e le facce mimiche degli attori di quell’epoca. Ecco, ho scelto di raccontare questo aneddoto divertente perchè parlare seriamente della macchina fotografica e della fotografia, richiederebbe tanti post nei quali rischierei di perdermi in spiegazioni dettagliate e forse noiose. Perché questo è un mondo che mi affascina e che vorrei esplorare molto di più, invece il tempo è tiranno e non sempre si riesce a fare tutto quello che si vorrebbe. Così mi limito a scattare fotografie che siano buone, con le basi ricevute da un bravo maestro, utilizzando un mezzo discreto e mettendoci passione, come puoi vedere nel mio piccolo raccoglitore fotografico che, purtroppo, viene aggiornato pochissimo, anche se mi riprometto sempre di farlo al più presto.

logo photoE se abiti in Toscana o ti capita di venire da queste parti, ti consiglio una visita al Museo Alinari. Ne vale veramente la pena.

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13 pensieri su “QUANDO IL VINTAGE ERA MODERNO rubrica settimanale LA MACCHINA FOTOGRAFICA

  1. Pure a casa mia avevamo una macchina fotografica presa con i punti, era una Ferrania ed aveva la pellicola a rullino formato 6×6…Poi passammo ad una Kodak istamatic (mi pare si chiamasse così…) in cui si inseriva il caricatore e il flash era a forma di cubo, il Magicubik!! Ma non si avevano grande pretese…erano giusto foto ricordo di qualche gita o cose simili…anche perché era piuttosto costoso far stampare e sviluppare le foto..
    Però un corso di fotografia mi piacerebbe farlo…

  2. Questa differenza certo non la conoscevo…anche perchè non sono il massimo come fotografa! Ma l’importante, in un modo o nell’altro è sempre il risultato… e nei tuoi post, il risultato è ottimo!

  3. Te lo dico? Te lo dico. Il mio compagno colleziona vecchie macchine e soprattutto polaroid… abbiamo la casa piena! 🙂
    Quanto al museo Alinari purtroppo è chiuso da un annetto e al momento non è prevista riapertura… era un posto magico e facevano belle mostre, è una grande perdita!

    • Accipicchia ragazze! Questa sì che è una bella scoperta! Mi vedrete arrivare un giorno a casa vostra a bocca aperta! peccato per il museo, proprio non lo sapevo… ma lo riapriranno?

  4. Anche il mio compagno riempie la casa di macchine fotografiche vintage e si dedica allo studio dei metodi di sviluppo delle foto su pellicola… visto che io sono un chimico tra poco in casa ci sarà la succursale del Bizzarri, tanto per rimanere in ambiente fiorentino!

  5. io come decoratrice ho pure avuto lezioni di fotografia ai tempi che la digitale non esisteva e ti toccava sviluppare rullini e foto in camera oscura. Quante risate. Evidentemente la tecnologia mi ha reso pigra perché non ho continuato, ma ora neo nikonista grazie a te vediamo di fare qualche passo. In montagna il nostro vicino ha una collezione invidiabile di vecchie macchine fotografiche. Tra cui diverse Leica che dice erano un portento.

    • Cara Giò, questa che mi dai è una bella responsabilità! Ma sai che per qualsiasi cosa, per ciò che posso fare, sono sempre qui! Io al tuo posto sarei sempre in casa del tuo vicino…

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