QUANDO IL VINTAGE ERA MODERNO rubrica settimanale LA MACCHINA DA SCRIVERE

Corri corri è lunedì, c’è l’appuntamento con la rubrica settimanale! A momenti mi sono detta “ma chi me lo ha fatto fare?” Non che io non sia una persona puntuale, ma le scadenze mi mettono l’ansia e l’idea di arrivare tardi a un appuntamento per me non è contemplabile, quindi eccomi qua. Questa volta ho scelto di parlare della macchina da scrivere, pezzo importantissimo nei tasselli del mio passato, non solo come oggetto familiare ma come compagna di molte avventure.

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Quando ero bambina (avrò avuto cinque o sei anni) in casa nostra c’era una macchina da scrivere enorme, o meglio io la vedevo così, comunque non era una di quelle da viaggio, diciamo che non era l’antenata di un pc portatile bensì di un fisso piuttosto ingombrante. Stazionava su un tavolo da ufficio in un angolo del salotto ed io trascorrevo lì delle ore, seduta davanti a quel marchingegno pieno di tasti a sognare di fare la scrittrice. La cosa buffa è che scrivevo davvero! Fogli su fogli di lettere incomprensibili pur di sentire il ticchettio dei tasti! Ero affascinata, tanto che poi, da ragazzina, ho continuato a riempire pagine e pagine fino a scivere un romanzo, pubblicato da un editore locale e distribuito nelle librerie della zona (sì vabbè, ma questa è un’altra storia, non divaghiamo!).

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Si può dire che fra me e la macchina da scrivere sia stato amore a prima vista. E la prima volta che vidi quella scena esilarante del film “Dove vai sono guai”  in cui il mitico Jerry Lewis mima di scrivere a macchina a tempo di musica? Mi ricordo come fosse adesso la mia reazione, restai davanti allo schermo a bocca aperta. Ogni tanto ancora vado su youtube e la riguardo, forse con la stessa espressione di allora, insieme ai miei bambini che dicono “forte!”. Se non l’hai mai vista ti consiglio vivamente di guardare questa scena.

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Quel pezzo da museo su cui strimpellavo da bambina non so poi che fine abbia fatto, però da ragazzina avevo una macchina da scrivere di dimensioni più ridotte ed ero affascinata dal fatto di poterla portare ovunque. Avevo sempre le dita macchiate d’inchiostro. Poi sono cresciuta ma non ho abbandonato l’abitudine di imprimere i miei pensieri sulla carta, tanto che mio marito (allora fidanzato) mi regalò una macchina di lusso super tecnologica: non solo era leggera ma anche elettronica! Fu una rivoluzione e diventammo inseparabili, ma c’era una cosa che mi mancava: il ticchettio dei tasti sul nastro d’inchiostro.

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E da lì all’era del computer in tutte le case è stato un attimo, quindi la macchina da scrivere, anche la più moderna, è ormai un pezzo vintage. Io l’ultima l’avevo custodita in soffitta, poi quest’anno l’ho donata alla scuola materna per allestire l’angolo ufficio nei giochi dei bambini, che possono realmente utilizzarla perché funzionante. Almeno così mio figlio si renderà conto che certi oggetti sono davvero esistiti! Perché quando racconto queste cose mi guarda come fossi una donna bicentenaria ed ho solo 43 anni! Però non mi lamento, invece a mia madre poveretta, una volta ha chiesto se quando era piccola lei ci fossero ancora i dinosauri! “ma mica tutti nonna, quelli sopravvissuti alle prime estinzioni”….

Insomma, anche io sono vintage per loro?

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34 pensieri su “QUANDO IL VINTAGE ERA MODERNO rubrica settimanale LA MACCHINA DA SCRIVERE

  1. Ahahahahah…..mi sa proprio di sì….per loro a 30 anni già vedono la gente vecchia, bisogna farsene una ragione, buon inizio settimana! 😉

  2. Ciao Elena, he forza questo post… 😉 L’ultima parte esilarante, effettivamente, non siamo vecchie…siamo “vintage”, che va tanto di moda!!! 😉 Buona settimana donna bicentenaria. 🙂 Ciao. NI

  3. Celo celo!!!La lettera 22… e quando ero alle medie i miei nonni mi regalarono quella elettrica, che cancellava pure… quante ricerche ci ho fatto. E tu li facevi i disegni con gli asterischi? 😀

  4. Qui mi trovi preparatissima. Ne ho addirittura una con il puntale che si doveva posizionare di volta in volta per scrivere ogni singola lettera e una per scrivere in braille. La mia preferita? Una Olivetti che pesa un quintale e che usavo da piccola perchè era della mia mamma. Bacioni carissima e complimenti per il romanzo….qui si scoprono sempre nuovi talenti oltre al balletto e alla manualità. 🙂

    • Ah ah! grazie… talenti da adolescente! Che bella deve essere quella macchina con il puntale. Io non so che fine abbia fatto quella gigante che era di mio padre, sarà stata persa fra qualche trasloco…

  5. No no divaga pure è parlaci di questo romanzo …
    Mi hai anche tirato in ballo Jerry Lewis che ADORO e non mi capacito che i suoi film non vengano più proposti in tv.

    La macchina da scrivere mi ricorda le cartine per correggere gli errori, mia mamma mi diceva sempre di non sprecarne invece io ero affascinata da questo metodo di cancellazione tic tac tic
    Poi è arrivata la versione elettrica e wishhhh

    • Giò, anche tu sei una di quelle blogger che sento in vera sintonia! Jerry Lewis…. quante volte ho riguardato i suoi film! Qua la mano picchiatello credo sia uno dei più visti. Ma sai che spesso la sera, quando i bambini vanno a letto mi chiedono di accendere il pc per guardare dieci minuti di Jerry Lewis? E come dire di no?

  6. Ho letto che è il compleanno di Enea: augurissimi!!!! 😀
    Quando andavo alle elementari ho cominciato a passare lunghi pomeriggi davanti alla Lettera 22 che i miei tenevano nella “stanza degli ospiti”: scrivevo poesie, racconti e tutto ciò che l’ispirazione mi consigliava 😉
    Conservo ancora una cartellina con tutti i miei scritti. Bellissimo il ticchettio dei tasti…e che dire del “tin” di fine riga?! 🙂

  7. Se devo dirti la verità, la prima macchina da scrivere l’ho usata dove ancora lavoro, il titolare è anziano e non sa usare il computer, i primi giorni da neoassunta pretendeva che alcune cose le scrivevo a macchina così per accontentarlo lo facevo. Ora si è proprio messo da parte e faccio tutto io con il computer, ma la sua macchina da scrivere è sempre in bella vista sulla sua scrivania.

  8. Ho dei ricordi meravigliosi parlando di macchina da scrivere. Me l’aveva comprata mio papà e signur…. che bello! Tutto il giorno click, clack, stump, cic, cioc. La adoravo. Era una Olivetti ed era già una gran bella macchina all’epoca. Ma questo regalo me lo sono guadagnata dopo aver consumato quella di una mia cugina molto più grande di me che ne possedeva una veramente antica. Grazie per questo articolo, mi hai fatto ricordare di una mia cara grande amica. Buona giornata.

  9. Avessi visto la macchina con la quale avevo imparato io e ci scrivevo le “ricerche” già alle elementari, non ricordo la marca ma era di origine francese, di una vecchia parente di mia mamma; ho scoperto che aveva la tastiera diversa dalla nostra quando mi è arrivata in casa la lettera 22 per fare esercizio alla scuola superiore. La prima è stata, purtroppo, distrutta dai figli di una delle mie sorelle che l’hanno letteralmente smontata per farci non so che cosa nel giardino, già abituati al computer non sapevano che farsene ….la seconda è ancora nel mio garage con tutta la scatola…..
    MGrazia

    • Che bello! Chissà che storia aveva quella macchina francese… peccato abbia fatto quella fine, ma è stato così un po’ per tutte le cose quando sono arrivate le nuove tecnologie. Per questo adesso le acquisti come pezzi vintage e le paghi delle belle somme! Grazie per avermi raccontato la tua storia con la macchina da scrivere.

  10. oh…che cosa hai scovato quest’oggi…credo di avere avuto il pallino del design sin da piccola….ho tanto desiderato e per fortuna ho ricevuto una Olivetti Valentine….che ho usato tanto per la scuola….fino all’arrivo dei primi personal computer….nn mi ricordo nemmeno come si chiamava….ma….roba antidiluviana….. funzionava con il sistema binario…una lavatrice! ma se di quel pc nn c’è più traccia…ancora conservo gelosamente la mia macchinetta da scrivere…

  11. Bellissimo post Elena!! Anche io amavo battere a macchina cose incomprensibili pur di sentire il tic tac veloce della macchina da scrivere…ne ero affascinata!! Anche perchè mia mamma, insegnante, scriveva lezioni, compiti in classe con la macchina…e io la imitavo faenzo i compiti in classe per le Barbie….poverine!!! Felice settimana!

    • Ah ah…. quante ore trascorse così! e qualche giorno fa ho ritrovato dei quaderni di quando ancora non sapevo scrivere ma mettevo sotto alle pagine una cosa scritta da mia sorella più grande e copiavo, senza sapere cosa scrivevo! Bei ricordi, grazie di averli condivisi.

  12. Anche io adoravo quel tintinnio, mio padre ne aveva una bellissima e grandissima, gli ho chiesto di conservarmela per metterla in un angolo della mia enorme craft room dei sogni che avrò nella casa nuova, che ancora non c’è. E ricordo bene quella scena, adoravo quei film e mi sento molto vintage. Sono amante dei film in bianco e nero o comunque datati, sarò sicuramente vintage ma i miei figli adorano Mary Poppins e Il piccolo Lord, finché dura…
    Un abbraccio, Valeria

  13. Ciao Elena! Bel post… e certo che ho visto quella scena ma appena finito di leggere il tuo post sono andata a vederla con mio figlio di due anni e mezzo, rideva di gusto 🙂

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