DIVENTA SOSTENITRICE DEL GOMITOLO ROSA

Sono piuttosto emozionata, lo confesso. Ho avuto svariate collaborazioni e continuerò ad averne, ma quando si tratta di una cosa così importante non posso fare a meno di sentirmi felice e, lo ammetto, anche orgogliosa. Perché qui si tratta di dare voce, nel mio piccolo, a qualcosa di veramente grande, da più punti di vista, ma soprattutto dal lato umano, quello dei sentimenti, che fa muovere gli ingranaggi di questo percorso. Sto parlando del Gomitolo Rosa, associazione no profit che unisce attraverso un filo ideale il mondo della lana e il mondo della salute, per aiutare i malati nel momento in cui sono emotivamente e fisicamente più fragili. banner giusto

Mi hanno chiesto di partecipare a questo bellissimo progetto come creativa, utilizzando questa lana, che viene recuperata da una sovrapproduzione, che altrimenti verrebbe bruciata, e trasformata in gomitoli per essere donati alle associazioni come strumento per la loro raccolta di fondi. Inizialmente mi sono detta “cosa ci faccio io con la lana che non ho mai knittato crochettato?” Ma non potevo dire di no, non me lo sarei perdonata! Così ho messo in moto la fantasia e mi sono detta che potevo realizzare qualcosa di diverso, per dare uno spunto a chi, come me, vuole aiutare questo bellissimo progetto pur non sapendo fare un maglione o un centrino. Soprattutto perché ho letto:

Crediamo che la ricerca e la medicina siano importantissime,

ma che la malattia vada tolta anche dalla testa, non solo dal corpo

Allora ho preparato questo: rifoto

Ho utilizzato la lana in modo semplice, proprio perchè se come me non lavori a ferri o ad uncinetto, potrai comunque provare a realizzare questo fuoriporta (ma anche dentro casa) che  mette allegria. Allora ecco cosa occorre: Lana rosa (ma ci sono anche altri bellissimi colori che trovi sul sito QUI) Ghirlanda in polistirolo Feltro colorato e ovatta Tappi delle bottiglie del latte Spago, colla a caldo e perline azzurre. La cosa più evidente è che ho avvolto di lana tutta la ghirlanda, coprendola bene con vari strati. La stessa cosa poi l’ho fatta sui tappi del latte per formare i palloncini, che poi attraverso un filo di spago saranno tenuti dalla bambina. collage tappo

Per realizzare la bambina invece ho utilizzato del feltro colorato: basta ritagliare la sagoma nella dimensione che vuoi e cucire a mano con punto festone inserendo all’interno dell’ovatta leggera. bambina collage

Nello stesso modo ho realizzato il funghetto, semplicemente unendo due dischi di feltro e arrotolando una striscia per formare il gambo (puoi vederli più da vicino QUI). Poi con del feltro bianco ho realizzato la nuvola decorandola con fili di lana rosa e perline azzurre. GOMITOLO ROSA (4)

Infine le due farfalline, di cui trovi la spiegazione passo passo QUI, anche loro in feltro con l’aggiunta di due spilli con  la testa colorata per formare le antenne. GOMITOLO ROSA (7)

Il tutto assemblato con la colla a caldo e con tanta cura, con il pensiero rivolto a questa associazione che dal 2012 opera come contenitore di idee e di persone di buona volontà, per sostenere progetti in Italia e in Europa rivolti a migliorare la vita delle persone che si trovano a percorrere la difficile strada della lotta contro la malattia. Se vuoi provare a realizzare questo progetto, o comunque a sostenere l’associazione attraverso la tua manualità, puoi tovare QUI tutte le spiegazioni per poterlo fare, se come me sei dell’idea che il mare è fatto di gocce ed è bello esserne parte. Listener

Spero con questa collaborazione di poter portare il mio piccolo contributo nel percorso che questo filo di lana rosa intraprende ogni giorno, nell’intento di migliorare la vita a chi deve superare le difficoltà della malattia.

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12 pensieri su “DIVENTA SOSTENITRICE DEL GOMITOLO ROSA

  1. Brava Elena, partecipare a questa iniziativa ti fa onore! Anche io non sferruzzo nulla, ma la tua soluzione di utilizzare la lana in questo modo è stata originale e creativa! Un abbraccio Eli

  2. non so se lo sai, ma io ho iniziato la mia avventura nel cucito creativo in seguito a un tumore al seno, quindi puoi immaginare quanto questo post mi coinvolga. La frase è assolutamente vera e non “tanto per dire”. Quando si affronta una malattia tanto dura, dove le cure provocano più disagi della malattia stessa, la voglia di vivere data dalle nostre passioni ci permette di mantenere la mente occupata e superare gli ostacoli. Il mio oncologo ha sempre detto che il 50% lo hanno fatto i farmaci, il restante la mia voglia di farcela. Per me il cucito è servito a lasciare un segno, a mantenere la mente occupata, a darmi dei nuovi obiettivi. Bravissima per aver aderito e GRAZIE da parte mia e di tutte quelle donne che combattono. Io le chiamo ancora Dure come muri, come il nome del blog che frequentavo ai tempi. Perchè la forza delle donne non ha pari.

    • Sapevo qualcosa ma sentirtelo raccontare mi conferma che sei una forza! E chi meglio di te poteva lasciarmi il suo pensiero? Non sai quanto mi riempi di gioia e quanto mi riconfermi nel dire che sono orgogliosa di poter dare un piccolo contributo! Baci

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