NUOVA RUBRICA: PIACERE DI CONOSCERTI

Oggi vi stupisco con una novità…no, certo, una novità per questo blog, non per il web!
Ho deciso di iniziare a tenere una rubrica settimanale. Non riesco per il momento a decidere un giorno preciso…il mio caos non me lo permette, troppe cose, troppa fretta, troppo poco tempo da gestire…
quindi, appunto, rubrica settimanale e basta. Si tratta di questo:

In realtà questa cosa  mi frulla in testa da un po’, perchè l’idea di fare da anello fra creative che forse ancora non si sono incontrate nei sentieri del web mi piace. Io sono felice quando qualcuno scopre il mio blog e mi scrive, quindi penso faccia piacere a tutte noi!
E mi sono decisa adesso grazie a Giorgia, l‘intervistata di oggi, perchè per un certo periodo è stata assente dalla rete e mi è mancata molto, così quando è riapparsa ho pensato di dedicarle questa idea che mi frullava in testa da un po’.

Ecco l’intervista:

Ciao Giorgia, come vuoi presentarti ai lettori di MOSTRACCI?


Ciao Elena e un saluto ai tuoi lettori.

Mi chiamo Giorgia, ho 33 anni e sono Siciliana. “Creo ErgoSum” è il “marchio” con il quale sono conosciute le mie creazioni. Ho scelto questo nome parafrasando il motto di Cartesio, Penso, quindi Sono (Cogito, ergo Sum) perchè è sul mondo della creatività che baso la mia “essenza”. Lo trovare esagerato? Sì lo è, ma quando si tratta di passioni equilibrio e razionalità sono fuori-gioco. Mi definisco una “creatrice sperimentale” perchè mi piace manipolare qualsiasi materiale e mettermi sempre alla prova: dall’infeltrimento della lana cardata alle paste polimeriche, dal crochet al riciclo della carta, dal soutache al cucito creativo: insomma voglio esplorare qualsiasi mondo dell’ handmade, sono una specie di Lara Croft dell’artigianato. Adoro prevalentemente creare pupazzi e bijoux, ma anche borse e accessori in genere; bottoni, pietre semipreziose, filati di ogni genere sono il contorno delle mie giornate. 
 
Come è iniziata la tua passione creativa?


Da bambina ero già incline ai lavori manuali:componevo capanne e smontavo bambole, costruivo e distruggevo, ero incontenibile, e solo mia nonna riusciva a tenere a freno la mia poco-gestibile vivacità mettendomi in mano stoffe, filo, ago. Cominciavo già da allora a cucire abitini per le bambole e con il Das modellavo vasetti e ciotoline che poi tentavo di vendere ai miei compagni di scuola (chiaramente senza successo) o che regalavo alla maestra insieme a letterine commuoventi che straripavano di complimenti e lusinghe nei suoi confronti. Poi all’età dei 20 anni mi sono appassionata di giochi di ruolo dal vivo in ambientazione fantasy/medievale e, con il mio gruppo di gioco, ci si riuniva la sera per progettare e creare costumi e scenografie: è stato un bellissimo periodo di creatività organizzata e condivisa.


Sei autodidatta ho hai fatto una scuola specializzata?


Autodidatta. I miei studi sono stati diversi rispetto alla mia inclinazione creativa: ho frequentato il Liceo Classico, mi sono laureata in Scienze politiche e abilitata per esercitare la professione di assistente sociale. Come moltissimi della mia generazione ho un lavoro precario che mi lascia parecchio tempo libero e che occupo con il mio lavoro artigianale.


Da dove vengono di solito le ispirazioni per le tue creazioni?


Da ogni cosa che vedo e da ogni esperienza che vivo: posso rimanere colpita da un accostamento di colori che vedo in un paesaggio o da un oggetto che trovo in un mercatino. Di solito nel progettare le mie creazioni parto da un particolare per costruirci poi un’idea intorno. Ad esempio quando vado in una merceria creativa (luogo per me pericolosissimo perchè dò sfogo alla mia mania di shopping ossessivo-compulsivo!) e trovo un bottone o un nastro a cui non so resistere lo compro immediatamente, certa che prima o poi troverà collocazione in qualche mio lavoro.

E’ di notte il momento in cui mi vengono le idee migliori… proprio quando dormo! Ho notato che è una cosa comune a molti creativi, per questo è bene tenere sul comodino un taccuino dove segnare “l’attacco creativo”. Certo poi bisogna riuscire a riprendere sonno e resistere alla tentazione di mettersi subito al lavoro…ed io raramente ci riesco.


Puoi raccontarci del tuo angolino creativo?

Occorre una premessa: ho traslocato da tre mesi e molto del mio materiale è ancora in cantina negli scatoloni. In compenso ho un laboratorio – studio tutto mio, già pieno “a tappo”, dove mi rintano quando lavoro e dove ho sistemato materiale di uso frequente. Quando però mi manca qualcosa che non è nelle immediate vicinanze tocca scendere in cantina a recuperarla: insomma, non mi sono ancora organizzata gli spazi a dovere ma con tutto questo “saliscendi” avrò presto dei glutei sodissimi!


Come definiresti la tua giornata tipo?

Avendo un lavoro precario, anche la giornata non può che essere precaria. Nel senso che la divido fra lavoro “ufficiale” e lavoro “creativo”. Ho dei riti a cui non voglio/posso rinunciare come passeggiare con Geppo, il mio cane-nano, o dedicare del tempo a Daniele, il mio compagno. Ogni giorno poi, controllo le mail, rispondo a richieste di eventuali acquirenti, “sistemo” il mio shop online, creo contatti… il tutto intermezzato da innumerevoli tazze di tè.


Hai qualche consiglio da dare a chi inizia adesso l’avventura in questo mondo?


Il mio unico consiglio è quello di avere fiducia nelle proprie capacità e di lasciarsi sempre guidare dalla passione. Competenza e passione sono il motore dell’arte e della creatività


Progetti per il futuro?


Mi piacerebbe mettere insieme tutti i creativi della mia zona, organizzarci in associazione, avere un luogo dove esprimerci e promuovere il nostro lavoro. Mi piacerebbe che la mia città si aprisse di più all’arte e all’artigianato che la promozione del lavoro artistico non passi sempre e solo dall’ iniziativa privata ma che possa diventare una risorsa pubblica. Questo più che un progetto è una sfida che spero possa diventare presto una realtà

E questi sono alcuni dei suoi tanti meravigliosi lavori

Questi sono i suoi link che vi consiglio di visitare…troverete una ragazza solare e tante belle creazioni!




Allora vi è piaciuta l’idea?
Seguitemi e conoscerete tante nuove creative…e magari potrei intervistare anche voi!

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25 pensieri su “NUOVA RUBRICA: PIACERE DI CONOSCERTI

  1. Molto bellissima questa nuova rubrica! E il fatto che non abbia ancora un giorno della settimana ben preciso, potrebbe andare a tuo favore, dato che dovremo stare tutte super attente a non perdercela :o)
    Molto bella l'intervista a Giorgia! Sono appena andata a sedermi tra le sue followers.

  2. ciao, sono arrivata al tuo blog guardando i tuoi lavori su “casa creativa”, devo dire che sei molto brava, i tuoi lavori sono stupendi e bella abche questa nuova rubrica. ti seguirò con molto piacere. a presto

  3. bellissima iniziativa!
    E piacere di conoscere Giorgia, che non conoscevo ed è bravissima!
    seguirò questa rubrica con curiosità 🙂
    a presto col paper recycling project e buon weekend!
    Giulia

  4. Bellissima iniziativa Elena, mi fa sempre piacere incontrare e conoscere persone creative.E brava Giorgia e bella intervista!Condivido: bisogna sempre coltivare le proprie passioni! Le sue creazioni sono tutte deliziose,la seguo sul blog!
    Baci

  5. L'idea di questa tua rubrica è semplicemente fantastica perché mi darà l'opportunità di scoprire tante nuove e geniali persone.
    Intanto farò un salto da Giorgia e ripasserò a sbirciare per scoprire le prossime ;-)))
    Tante serene e gioiose giornate a tutti
    nonnAnna

  6. Sono passata da Giorgia, Linda e continuerò a seguirle !!! Perchè cara Elena, trovo che l'idea della rubrica di Mostracci “Piacere di conoscerti “, non sia solo bella in quanto noi comuni mortali(parlo per me ovviamente ahahah) senza uno straccio di blog, ma con tantissima voglia di vedere, conoscere, amare questo pazzo mondo dell'arte, del creare con il proprio cuore, mente e mani… possono ampliare il loro mondo virtuale e non, ma le stesse persone che trasformano un pensiero in qualcosa di così speciale e unico, hanno l'opportunità di farsi conoscere da più persone, in più parti del mondo. Inoltre l'intervista ci fa conoscere una parte di loro che rimarrebbe nascosta.

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